Quante situazioni difficili, quanti volti addolorati, quante fatiche vediamo dal banco della farmacia! E dietro ad ogni dolore c’è prima di tutto un volto: un volto che chiede attenzione, qualche minuto del nostro tempo, perché vuole essere ascoltato e soprattutto guardato.
Ecco allora che nella frenesia delle giornate lavorative ci si ferma, non a trasmettere parole di conforto (non si trovano mai parole “giuste” per alleviare una sofferenza!), ma a guardare quegli occhi che spesso sono tristi, spenti e gonfi di lacrime. Vedo ogni giorno situazioni di dolore e spesso di solitudine e allora capisco che per tante persone la vera medicina è il mio sorriso, il mio sguardo, l’attenzione alla loro situazione.
E’ stupendo vedere come i loro occhi, quando si sentono accolti, brillano di una luce nuova. E così si gioisce con loro quando arrivano in farmacia contenti per un esame di controllo andato bene, oppure ci si fa vicini al loro dolore quando le terapie sembrano non funzionare come dovrebbero. Nel mio lavoro ho capito questo piccolo ma grande “segreto”: di fronte al dolore dell’altro non dobbiamo temere di trovare le giuste parole di conforto, ma dobbiamo cercare di abbracciare la sofferenza, stando davanti alla loro preoccupazione e alle loro lacrime con cuore aperto.
Vedere come tante persone affidano le proprie preoccupazioni ad una semplice farmacista come me mi riempie di gratitudine e di gioia, e posso assicurare loro, che ho in mente il volto di ognuno di loro quando prego per i “miei malati”.
Di Anna Fontana - Bolladello di Cairate (VA)