Tutto ha inizio dal desiderio delle nostre socie Giulia e Paola di offrire alla comunità di Manerbio (BS) una “altalena inclusiva”, uno strumento che permetta a tutti i bambini (anche quelli con difficoltà motorie) di condividere momenti di gioia e gioco all’aria aperta.

E’ così partita la nostra Fabbrica dei Sogni che, grazie al prezioso contributo dei nostri consiglieri Tiziana e Daniel, ha trasformato questo loro desiderio in realtà.

Crediamo che questo dono rappresenti un’opportunità di incontro tra tutti bambini - a prescindere dalle proprie capacità motorie - capace di generare rapporti di amicizia trasversali, in grado di superare le differenze, di abbracciare le diversità: una ricchezza per tutti!

Il 5 giugno siete tutti invitati all’inaugurazione della nostra Altalena dell’Amicizia, un momento di festa che vogliamo condividere con voi.

Vi aspettiamo numerosi per una giornata piena di inguaribile voglia di vivere!

Trovate il programma della giornata a questo link https://fb.me/e/3VAdz1xyp

Locandina Altalena dell'amicizia

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Grazie, grazie, ancora grazie: a nome nostro e di tutta la famiglia di Laura Salafia!

In luglio vi abbiamo raccontato la vicenda della ragazza siciliana (uno dei protagonisti del libro di Massimo Pandolfi "Innamorati della vita"), rimasta tetraplegica dieci anni fa per colpa di un proiettile vagante che l'ha colpita al collo; lei stava uscendo da un esame universitario, l'ennesimo esame universitario superato con il massimo dei voti. La sfortuna non ha finito con quel colpo di pistola ad accanirsi contro Laura: a causa del Covid, la scorsa primavera è purtroppo morto suo papà e anche la mamma non è più in grado di accudire Laura come prima.

Serve un'assistenza 24 ore su 24, oltre al personale infermieristico già fornito dal pubblico. Noi del Club l'inguaribile voglia di vivere abbiamo già provveduto ad aiutare la famiglia Salafia con un contributo di 1500 euro e nel post dello scorso luglio abbiamo lanciato un appello, subito raccolto: in tanti si sono interessati e ci hanno interpellato per poter aiutare Laura e nei giorni scorsi l'aiuto si è concretizzato con un versamento girato dal Club alla famiglia Salafia: 450 euro e speriamo che non sia finita qui!

Ci commuove sapere che 250 di questi 450 euro sono stati donati dalla classe Terza A della Scuola Dante Alighieri di Catania. I ragazzi avevano raccolto questa cifra per il ballo di fine anno, sospeso a causa del Covid; saltato il ballo, non ci hanno pensato un attimo e i 250 euro li hanno generosamente donati a Laura tramite la loro insegnante Monica Cutrona.

Avanti così, continuiamo ad abbracciare Laura ❤

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Era il primo luglio del 2010. Dieci anni fa.

Laura Salafia, 34 anni, sorrideva felice con i suoi compagni di studi. A Catania, nei giardini del monastero dei Benedettini, aveva appena superato brillantemente l'esame di letteratura spagnola: 30 e lode. Il massimo dei voti, un'abitudine per lei. E non fatevi ingannare dalla età non verdissima della studentessa. Non era Laura una che la tirava lunga con gli studi: in realtà aveva già una laurea (Lingue) e cercava il bis in Lettere Moderne per poter coronare il suo sogno, fare l'insegnante. Studiava e lavorava.

lauraUn attimo, un maledetto attimo, ha travolto e stravolto l'esistenza di Laura. A mezzogiorno in punto è crollata a terra, più morta che viva, colpita da una pallottola vagante che le si è conficcato nel collo. A sparare, il custode della grande chiesa che affianca il monastero: non voleva colpire Laura, ma un uomo che pare lo prendesse in giro in continuazione. Laura è finita sciaguratamente in mezzo a una sciocca e futile lite.

Oggi Laura ha 44 anni (li ha compiuti il 5 giugno scorso) e dal quel 1 luglio 2010 è tetraplegica, cioè paralizzata in tutti i quattro arti. Un respiratore artificiale la aiuta a vivere, le consente anche di parlare. In questi dieci anni Laura ha dimostrato una straordinaria e commovente inguaribile voglia di vivere.

Ripete, da sempre: 'Quando ero nel pieno del vigore ritenevo di poter fare tutto da me. Ora riscopro il senso della fragilità della vita, l'incapacità di poter agire da sola. Quando sono uscita per la prima volta in giardino, tanti anni fa, a Montecatone, con mio papà (a Montecatone Laura ha fatto una lunga riabilitazione ndr) ci siamo fermati insieme ad ammirare gli alberi e i fiori. Li annusavo tutti. Tante volte, presi dalla quotidianità e dalla frenesia, non ci rendiamo conto dello splendore che ci circonda'.

Il decimo anniversario del dramma cade purtroppo in un altro momento particolare e delicatissimo per Laura. Il Covid che ha messo in ginocchio il mondo ha di nuovo stravolto la vita di questa sfortunata ragazza, che viveva insieme ai suoi genitori: il virus si è portato via suo papà, Nino, e ora anche sua madre, Enza, è uscita dalla pandemia con le ossa rotte e ha bisogno di continua assistenza. A casa Salafia è di nuovo emergenza, purtroppo. Servono assistenti (per Laura, ma anche per la mamma) servono tante cose.

Il Club L'inguaribile voglia di vivere si è già dato da fare e sta contribuendo ad aiutare la famiglia Salafia: dateci una mano anche voi, ridate una speranza a Laura, la guerriera.

Scrivete a:

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