Il nostro amico e socio Stefano sollecitato dalla lettura delle testimonianze che ogni mese pubblichiamo nelle newletters ha desiderato donarci il racconto della vita del suo amato papà Tiziano. Quest’uomo ha infatti portato “l’inguaribile voglia di vivere” nella vita di molte persone oltre ai suoi famigliari.

“Penso alla vita del mio papà Tiziano, sfoglio vecchi documenti e immediatamente intuisco il cammino, le difficoltà, le vicissitudini, la fatica, ma allo stesso tempo, quanta speranza aveva nel cuore, sempre alla ricerca di qualcosa o qualcuno che lo guidasse per chissà quale strada, una vita quindi sempre alla ricerca della verità.
Papà nasce a Mirandola nel 1940 e ancora adolescente inizia a lavorare in una cooperativa agricola come apprendista viaggiando tra l’Emilia e il Piemonte.Qualche anno dopo nel 1958 inizia un nuovo lavoro come marmista. Sono anni difficili ma deve aiutare la sua famiglia in un momento di difficoltà. E solo un anno dopo nel dicembre del 1959 con l’alluvione nel modenese, dopo aver perso tutto, e ancora minorenne, lascia Mirandola e i suoi cari per trasferirsi a Castronno (VA), dopo aver trovato lavoro nelle acciaierie di Solbiate Arno.

Siamo a dicembre ed i nuovi datori di lavoro si trovano di fronte un ragazzino minorenne in pantaloncini corti ed una maglietta estiva, che calza un paio di zoccoli in legno (tutto quello che aveva potuto salvare dall’alluvione); poco era rimasto ma tanta era la voglia di ricominciare per risollevarsi e per aiutare la sua famiglia ancora lontana ed in difficoltà. A Castronno incontrerà e sposerà nel dicembre del 1962 una giovane donna, ed insieme, innamorati della vita e con tanta speranza nel cuore, iniziano il loro nuovo cammino insieme, rimanendo uniti per 56 anni. Diverse sono state le esperienze che hanno aperto il suo cuore alla fede e ad adoperarsi per far vivere ai più giovani la gioia dello stare insieme e della condivisione di ciò che si ha.

Con caparbietà papà è riuscito a far riaprire l’oratorio di Cascina Grossa ( piccolo paese appena fuori Alessandria, dove era giunto insieme con la mamma per curare una nipotina durante il periodo estivo per la chiusura della scuola materna), realtà non più valorizzata da tempo e in disuso. Con il sostegno del parroco, papà incontra per le strade di Cascina Grossa e Litta Parodi i giovani, i bambini, le famiglie, riesce perfino a coinvolgere una famiglia proveniente dal Pakistan, da poco arrivata in paese, invita tutti la domenica successiva in oratorio per discutere con loro e per proporre una sua idea. Organizzerà tornei di bocce per bambini dai 5 anni fino alla maggiore età, e il suo sogno diventerà realtà. Per diversi anni organizzerà questi tornei con grandi risultati e l’oratorio sarà sempre colmo di giovani e famiglie e alla presenza dell’Assessore della Cultura e dello Sport di Alessandria, verrà premiato più volte PER L’IMPEGNO E IL LAVORO SVOLTO A FAVORE DEI GIOVANI.

A testimonianza di tutto ciò anche durante i pochi mesi di malattia papà ricevette le visite dei suoi giovani. In ospedale durante il suo ricovero, don Antonio Innocenti suo grande amico gli amministra il Sacramento con l’Olio degli Infermi. Insistentemente chiede più volte di pregare la Madonna e don Antonio in dialetto risponde così “Tiziano non preoccuparti ne diremo anche due o tre di Ave Maria”.Dimesso il 1 ottobre 2018, pochi giorni dopo il 4 ottobre papà renderà serenamente la sua anima a Dio tra le mie braccia, stringendo la mano della sua compagna di una vita. Il giorno dei suoi funerali in San Giulio erano presenti i suoi ragazzi di Cascina Grossa e Litta Parodi ed Alessandria ( anche il giovane del Pakistan) e molte delle loro famiglie. I giovani del nostro oratorio di San Giulio che anni prima erano stati chierichetti, serviranno la messa con le tuniche bianche per onorare il loro nonno Tiziano, conosciuto nelle vacanzine delle medie.

Anche la Statua della Madonna del Rosario posta sull’altare maggiore i giorni precedenti per la festa patronale, ha coronato il suo sogno, aspettandolo quasi a volerlo prendere per mano in quell’istante nella messa del suo funerale. Papà, uomo di speranza, con la sua voglia di vivere, ha testimoniato la gioia, la fede, la sua missione è stata quella di far crescere nei giovani la voglia di verità, nel progetto del Padre attraverso la realtà dell’oratorio. Papa Francesco ci ricorda nel libro Gaudete ed exsultate (esortazione apostolica sulla chiamata alla Santità nel mondo contemporaneo) : “per un cristiano non è possibile pensare alla propria missione sulla terra, senza concepirla come un cammino di santità, perché questa infatti è volontà di Dio, la vostra santificazione.

Ogni santo è una missione, un progetto del Padre per riflettere e incarnare, in un momento determinato della storia, un aspetto del Vangelo” Papà nella sua semplicità e nel suo piccolo ha testimoniato tutto questo, la sua vita è stata la missione che Dio ha messo nel suo cuore.”

 

di Stefano Danielli

Per vedere i pulsanti di condivisione per i social (Facebook, Twitter ecc.), accetta i c o o k i e di "terze parti" relativi a mappe, video e plugin social (se prima di accettare vuoi saperne di più sui c o o k i e di questo sito, leggi l'informativa estesa).
Accetta c o o k i e di "terze parti"