La Walk for Life di Chicago è un grande raduno per una camminata dedicata alla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), grazie al quale si raccolgono fondi per le cure essenziali e la ricerca. Papa Leone ha voluto esprimere la propria vicinanza ai partecipanti e agli scienziati e ricercatori lì riuniti.
Negli ultimi dieci anni - ha detto - usando tutta la vostra conoscenza e compassione per comprendere le malattie del motoneurone e alleviare le sofferenze delle infermità che causano avete compiuto notevoli progressi. Come tutti i qui presenti, anch’io vi sono profondamente grato… Sono anche grato di essere alla presenza di così tanti caregiver: medici e infermieri, terapisti occupazionali, fisioterapisti e logoterapisti, operatori sociali e, soprattutto, amici e familiari. La vostra cura e compassione per quanti convivono con la SLA e altre malattie del motoneurone sono d’ispirazione per me e per tante altre persone. ..Permettetemi di dire qualcosa a voi che convivete con la SLA: avete un posto speciale nei miei pensieri e nelle mie preghiere. Avete ricevuto un fardello importante da portare. Vorrei che non fosse così. Tuttavia, le vostre sofferenze offrono un’opportunità per scoprire e affermare una verità profonda: la qualità della vita umana non dipende dai risultati raggiunti. La qualità delle nostre vite dipende dall’amore.
Nella vostra sofferenza potete sperimentare una profondità dell’amore umano precedentemente sconosciuta. Potete crescere in gratitudine per tutto ciò che è stato e per le persone che ora si prendono cura di voi. Adesso potete sviluppare un senso profondo della bellezza del creato, della vita in questo mondo e del mistero dell’amore. Prego per voi. Prego perché invece di lasciarvi sopraffare dalla frustrazione, dalla mancanza di speranza o dalla disperazione vi abbandoniate al mistero dell’esistenza umana, all’amore dei vostri caregiver e all’abbraccio del Divino. E infine, qualche parola a chi è in lutto. Dopo esservi presi cura dei vostri cari colpiti da SLA, ora piangete la loro scomparsa. Non li avete dimenticati.
E, di fatto, il vostro amore è stato purificato dal vostro servizio e poi dal vostro lutto. Avete imparato, e ogni giorno penetrate più profondamente nel mistero più profondo: la morte non è la parola definitiva. L’amore vince la morte. L’amore vince la morte. L’amore vince la morte.