Mi è stato chiesto di parlare di speranza, ma non è facile. La speranza ha mille sfaccettature, si presenta sotto mentite spoglie.
A 7 anni speri che Babbo Natale ti porti il tuo gioco preferito; alle superiori speri che il “Prof” non ti interroghi; all’università speri che l’esame ti vada bene … Poi inizi a sperare in un buon matrimonio, brave figlie, il lavoro dei tuoi sogni… Ma ancora la speranza non ha una collocazione o una forma tangibile. Fino a quando non ti imbatti in qualcosa di più grande di te! Qualcosa che tu non sei in grado di gestire! Qualcosa che ti cambia la vita, per sempre!
In tre anni la mia idea di SPERANZA è totalmente cambiata. La malattia di mia mamma … invasiva … aggressiva … terribile … La sofferenza nei suoi occhi … e la gioia appena mi vedeva, quando entravo in casa sua, per aiutarla, accudirla, farle trascorrere qualche ora raccontandole delle nipoti, del lavoro, dello sport … insomma della mia vita. E così la speranza è diventata per me andare a trovare la mia mamma e parlare, trascorre insieme del tempo prezioso, raccontarsi. La speranza è diventata “capirsi con uno sguardo - leggere nei suoi occhi la gran forza di volontà di andare avanti e farcela”.
Speranza ossia gioia di trascorrere insieme ancora qualche ora, qualche giorno, dedicando tempo e sorrisi. Poi lei si è spenta, è rimasto un gran vuoto, ma non c’è stato il tempo di arrendersi, di abbattersi, di fermarsi a pensare. La peggiore delle malattie, quella che ti porta via, lasciandoti in mezzo agli altri, si è impossessata della mente di mia suocera, la mia seconda mamma. Quel periodo è durato poco, ci ha messo lo zampino pure il Covid a rendere tutto ancora più faticoso. E allora, per me, la parola speranza ha assunto concretezza.
Stare in mezzo agli altri, cercare di capire di cosa hanno più bisogno, provare a lasciare qualcosa di buono, provare ad esserci per gli altri. Ecco! Per me questo è il vero significato di speranza. E allora adesso è arrivato il momento di imparare, di crescere, di ascoltare, di impiegare il proprio tempo, di dedicarsi alle PERSONE.
di Olivia Da Campo