A marzo 2026 a Madrid in un incontro dell’Happening organizzato dagli studenti dell’Università Atlantida tra i relatori spiccava la presenza di Maria del Mar Garcia Garrido. Maria è una giornalista affetta dall’età di sei anni da una forma di leucodistrofia. Le sue giornate sono scandite da terapie riabilitative fisiatriche e respiratorie ma non trascura mai il suo lavoro, anzi la sua vocazione di comunicatrice sia alla radio che su social media.
In particolare conduce un programma su Radio Maria legato ai problemi delle persone con disabilità. Sempre più aumentano i casi di richiesta di eutanasia legale da parte di persone sofferenti e con i più diversi vissuti e aumentano le domande che rendono il cuore inquieto. C’era un’altra possibile scelta? Come stare accanto a chi vive quella situazione trovando il coraggio di promettere più vita che morte? Maria ogni giorno ci dà la sua risposta. Proprio in un’ intervista radiofonica ha detto: “A prima vista, potrebbe sembrare che io non faccia molto, ma la verità è che faccio più della media. Fin da piccola ho imparato a sfruttare al massimo ogni secondo e, dove tutti gli altri vedono difficoltà, io vedo opportunità. C'è una frase che mi è stata insegnata da bambina e che tutti dovrebbero tenere a mente: “Non soffermarti su ciò che hai perso, ma concentrati su ciò che devi ancora fare”. Ed è esattamente quello che faccio. La mia vita sembra limitata, ma io mi vedo illimitata, ed è così che dovremmo vederci, perché non sappiamo fin dove possiamo arrivare”.
“Finché c’è vita, dobbiamo viverla. La vita è un dono e non possiamo sprecarla. Ho periodi di grande dolore, ma ho anche una famiglia meravigliosa, amici incredibili e una fede che mi accompagna ovunque io vada.” “Ognuno di noi ha una missione in questa vita; siamo strumenti di Dio. Credo che con la mia malattia io possa aiutare gli altri e mostrare loro cose che non hanno ancora sperimentato, condividere esperienze di vita di inestimabile valore. Sono pienamente consapevole della mia malattia e credo che questa vita, che è una sola, debba essere vissuta appieno”.