Il viaggio della speranza

Barbara Ferrari con suo padre, Gian PaoloBarbara Ferrari ha 38 anni, è di Bologna, e da 13 anni vive in stato di minima coscienza a causa di un incidente stradale. Dall'11 giugno 1998, suo papà Gian Paolo l'assiste giorno e notte e, per garantire un'assistenza continua e professionale alla sua Barbara, è stato costretto anche a vendere la casa. Dice il signor Gian Paolo: «Barbara è tutta la mia vita, lotterò fino alla fine, non è solo un dovere di padre, ma è la grande speranza di ogni essere umano. La speranza di poter avere accanto qualcuno che ti ama, ti adora a tal punto da poter dedicare tutta la sua vita a te, ti sta accanto, ti cura nella speranza che tu non soffra, che tu ritorni a ridere, che tu possa finalmente ritornare a svegliarti da questo coma e che tutti questi anni diventino solo una grande esperienza da raccontare». Da tempo Gian Paolo Ferrari ha un desiderio, convinto che sia anche desiderio di sua figlia: andare in pellegrinaggio a Medjugorje. Il Club L'inguaribile voglia di vivere, tramite la sua socia Francesca Golfarelli, ha deciso così di affiancare Barbara e Gian Paolo in questo pellegrinaggio. A fine agosto, papà e figlia saranno a Medjugorje, viaggio pagato dal club. Insieme a loro un'equipe medica specializzata e attrezzata.
Ecco la lettera di ringraziamento che ci ha inviato la famiglia Ferrari:

Gent.mo dottor Pandolfi,
in questi ultimi tredici anni (tanti ne sono passati ormai dall'incidente di Barbara) nessuno si era mai mobilitato in nostro aiuto quanto lo avete fatto voi con la vostra organizzazione.
Sento perciò il desiderio di esprimere a Lei e a tutti i sostenitori del Club "L'inguaribile voglia di vivere" la nostra più sincera gratitudine.
La vostra associazione è la dimostrazione più evidente di quanti e quali frutti possa dare oggi la solidarietà. Mi auguro dunque possiate prestare a lungo la vostra preziosa opera umanitaria.
Un abbraccio.
Gian Paolo e Barbara

Al mare con Patrizia

Patrizia Donati con la figlia Erica, Massimo Pandolfi e Marina, mamma di GiorgiaRicordate Patrizia Donati, nostra socia onoraria, e il suo sogno di trascorrere l'estate al mare già realizzato dal club (grazie al contributo del Rotary della Valle del Rubicone) nel 2010? Beh, il Club L'inguaribile voglia di vivere non vuole fare delle semplici toccate e fuga. Ci teniamo a Patrizia e a tutti gli amici che incontriamo nel nostro cammino. E così anche quest'anno abbiamo messo in rete una serie di relazioni e contatti che ci consentirà di esaudire nuovamente il desiderio di Patrizia per i prossimi mesi di luglio e agosto. Patrizia, come un anno fa, sarà ospite di Villa Salus di Viserbella di Rimini. Ciò è stato possibile grazie all'intervento decisivo dell'associazione culturale "Giorgia sempre con noi". Giorgia Gagliardi è una ragazza forlivese purtroppo deceduta quasi due anni fa in un incidente stradale. Amava la vita, il mare, le persone in difficoltà. I suoi splendidi genitori, mamma Marina e papà Giampiero, hanno così deciso di girare al Club L'inguaribile voglia di vivere il finanziamento necessario per consentire a Patrizia Donati di trascorrere i due mesi al mare.

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Per il 2011, grazie ai soci e alle donazioni varie ricevute (frutto anche di incontri e pranzi o cene di finanziamento) il Club de L'inguaribile voglia di vivere ha finanziato quattro progetti per la sua specialissima fabbrica di sogni per un totale di 9.000 Euro. E naturalmente non si dimentica dei sogni del 2010: anche la prossima estate Patrizia Donati andrà al mare e (chissà...) magari riporteremo anche Severino Rossini a vedere il suo Milan!

Portiamo al mare Gian Piero Steccato

Gian Piero Steccato con la moglieGian Piero Steccato (Piacenza) è "locked-in syndrome" da 11 anni, a causa di un ictus. E' paralizzato, muto, attaccato a un respiratore, alimentato artificialmente e quasi completamente cieco. Da cinque anni ha preso l'abitudine di trascorrere due mesi (maggio e settembre) al mare, in Liguria, a Loano (Savona). Due mesi importantissimi per Gian Piero, che ha la possibilità di uscire tutti i giorni, assaporare il mare, passare giornate tranquille e serene con sua moglie Lucia, i figli e gli amici. Abbiamo deciso di aiutare la famiglia Steccato, pagando loro i due mesi d'affitto della casa di Loano nella quale sono soliti dimorare. E' un appartamento confortevole, ammobiliato, al quarto piano, con ascensore attrezzato, in via Martiri delle Foibe 62. Gian Piero sarà accompagnato a Loano dalla moglie Lucia, dal figlio, da una badante e appena possibile verrà raggiunto anche da figlia e nipotina.
Quindi quest'anno, caro Gian Piero, pensa a goderti le passeggiate nel lungomare, al resto ci pensiamo noi!

Diamo un tetto a Giancarlo Rucci

Giancarlo Rucci ha 37 anni, è malato di SLA dal 2005. Da 5 anni è in tracheo, PEG, tetraplegico, muove solo gli occhi. Vive ad Atessa, in provincia di Chieti, con la madre e il padre, anch'egli malato a causa di una severa forma di artrite reumatoide. La famiglia vive con pochissime risorse economiche. Questa è la segnalazione che ci è stata fatta dall'Aisla, Per aiutare la famiglia Rucci a risolvere i mille problemi economici (hanno il tetto da rifare, ci sono bollette della luce arretrate da pagare), abbiamo deciso insieme all'Aisla di sostenere questa causa.

Aiutiamo Marco Tremolada nella riabilitazione

Marco Tremolada con l'apparecchiatura donata dal Club e insieme a due socie del club: Maria Grazia e CristinaQuesta segnalazione ci era stata fatta da una socia del club di Germignaga (Varese), Maria Grazia Campagnani. A Germignaga, all'inizio di febbraio 2011, Maria Grazia e altri soci hanno organizzato una bellissima cena pro club, pensando proprio a Marco Tremolada, e da quella cena il club ha incassato ben 1.400 euro. In quella giornata ho avuto personalmente occasione, insieme a Maria Grazia e al socio fondatore del club Marco Fabbri, di conoscere Marco Tremolada di cui vi racconto in breve la storia.
Marco è un ragazzo di 28 anni di Luino, paese confinante con Germignaga, in provincia di Varese. Un anno e mezzo fa circa, due giorni prima della data stabilita per il suo matrimonio, ha subito un gravissimo incidente stradale che, dopo mesi e mesi di ospedale, lo vede ora privo dell’uso delle gambe e del braccio destro e costretto quindi su di una sedia a rotelle. Ora, il suo maggior desiderio è ritornare ad una vita normale, compatibilmente con la sua condizione fisica. Alcuni suoi amici si sono “dati da fare” ed hanno creato un sito internet che racconta la sua vicenda e dà la possibilità, a chi vuole, di dare un aiuto concreto (http://www.marcotremolada.com/), oltre ad altre iniziative per raccogliere fondi. Lo scopo iniziale era quello di poter acquistare un'auto speciale, per lui predisposta, che gli consentisse di tornare a lavorare nella confinante Svizzera. Per questo progetto, grazie anche agli amici e alle assicurazioni, la cifra è già stata per fortuna raggiunta. Marco ha però bisogno di fare continua riabilitazione (dovrà essere sottoposto anche a nuovi interventi chirurgici al braccio) e c'è un'apparecchiatura che già da subito gli serve come il pane, ma i tempi per poterla avere (forse) tramite l'Ausl sono lunghissimi. L'apparecchiatura si chiama 'Statica' e consente all’utilizzatore di assumere e mantenere la postura eretta: questo è molto importante per disabili impossibilitati a camminare, obbligati su di una sedia a rotelle, in quanto la verticalizzazione quotidiana permette di mantenere una buona circolazione sanguigna, stimola il processo metabolico delle ossa (previene l'osteoporosi), evita l'accorciamento muscolare, favorisce la digestione. Con il modello in questione la verticalizzazione avviene elettricamente mediante motore alimentato da batterie ricaricabili e con un comando a pulsantiera, permettendo a chi lo utilizza di essere trasferito in ambienti interni con l’assistenza di altra persona. Sono presenti diverse regolazioni ed accessori per adattare l'uso dell'apparecchio alle caratteristiche del soggetto (altezza, forze disponibili, grado di disabilità ecc.) e per garantire sicurezza e comfort.

Assistiamo Sebastiano Marrone e sua moglie Marie

Sebastiano Marrone e la sua famigliaSebastiano Marrone è un malato di Sla di Castel di Lama (Ascoli), già da anni completamente paralizzato, muto e tracheotomizzato. La sua famiglia, negli ultimi tempi, ha avuto numerosi problemi. L'Aisla contribuisce già, pagando un'assistenza infermieristica a Marrone, ma nel nostro piccolo - per un mese o due - possiamo alleggerire la fatica di Marie, la moglie di Sebastiano - che praticamente non esce mai di casa per stare vicina al marito - pagandogli una badante, almeno per alcune ore della giornata.

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severino1_webSeverino Rossini abita a Legnano, in Lombardia. E' un insegnante di educazione fisica e istruttore di nuoto che alcuni anni fa ha incontrato un nemico micidiale: la Sla. Ora il professor Rossini vive come prigioniero nel suo corpo, ma grazie alla sua "inguaribile voglia di vivere" e all'amore dei familiari e degli amici, riesce a dare un significato alla sua esistenza. Aveva espresso un desiderio tempo fa, comunicato attraverso il computer che utilizza: «Quanto mi piacerebbe assistere a una partita del Milan».
Detto e fatto. I nostri "soci-detective" di Cassano Magnago del Club L'inguaribile voglia di vivere, venuti a conoscenza di questo sogno di Severino, hanno proposto: "Perché non gli diamo una mano a realizzarlo?".
Severino insieme a Rino GattusoE così, insieme all'AISLA, ci siamo mossi: Stefania Bastianello ha contattato il Milan e, grazie anche al fondamentale contributo di un nostro socio fondatore - l'on. Antonio Palmieri -, è arrivata la fumata bianca. Anzi, bianchissima! Perché il Milan ha aperto le porte di casa sua a Severino Rossini, consentendogli di trascorrere alcune ore nel ritiro di Milanello. Tutto questo è successo giovedì 25 novembre.
Il professor Rossini ha seguito parte dell'allenamento della squadra rossonera e ha potuto incontrare anche alcuni giocatori.
Cordiale, intenso e caloroso l'incontro con Gennaro Gattuso. «E' stata una bella giornata - ci ha detto poi la moglie di Severino, la signora Carla - mio marito è stato felice e sereno».
Forza Severino e grazie per il tuo esempio!

E adesso: avanti con il prossimo sogno!

Scarica l'articolo apparso su IL GIORNO del 26/11/2010

Severino insieme a Rino Gattuso
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