Il cibo non è un semplice alimento indispensabile per il mantenimento della salute del nostro corpo ma è anche il tramite di relazioni affettive e sociali, di amicizia ed amore. Se ci pensiamo tutte le tappe fondamentali della nostra vita sono state festeggiate attorno ad un tavolo imbandito: lauree, matrimoni, battesimi e riunioni tra amici. Ci nutriamo perciò della relazione che il cibo crea con il nostro corpo ma anche con il tempo e le persone che amiamo.
Quando però “il tempo si fa breve” il pasto può diventare momento di conforto e stimolo emotivo. Ogni pasto si può trasformare in un momento di cura e gratificazione per i pazienti che affrontano le sfide della malattia. Proprio a partire da queste considerazioni la Fondazione Faro di Torino ha lanciato il progetto “Oltre il Gusto”. In collaborazione con la Chef Dalia Rivolta gli operatori delle cucine degli Hospice saranno formati sull’arte della preparazione dei cibi per trasformare ogni pasto in un momento di “cura” e “gratificazione” per i pazienti che affrontano le sfide della malattia.
Dalia Rivolta torinese,classe 1990, ha fondato nel 2015 insieme alla madre la catena di gelaterie Nivà – Gelateria Tradizionale, presente in Italia, Francia e Portogallo e nel 2021 ha partecipato all’undicesima edizione di MasterChef Italia. Attualmente, lavora come chef, imprenditrice e consulente, portando avanti progetti che uniscono cucina, etica e impegno sociale. “Io mi sento - dice Dalia - un minuscolo granello di sale in questo vasto universo chiamato cibo. Ma il sale è ciò che esalta i sapori, che dà equilibrio, che trasforma un piatto da semplice a memorabile. Ed è così che voglio essere: piccola, forse, ma capace di fare la differenza, di aggiungere il giusto sapore alla vita”.
Bella, indiscutibilmente bella. E giovane: solo 26 anni. Ma terribilmente sola, Siska De Ruysscher, inguaribilmente immersa nella depressione. Il Belgio, paese che da tempo primeggia assieme al Canada nell'eutanasia, o nel "suicidio di Stato", non ha avuto ripensamenti nel favorirla in questa scelta definitiva e disperata di porre fine alla vita, aiutata dallo Stato.
Lei è andata fino in fondo, ma lasciando in eredità una lucida critica della burocrazia sanitaria, della sua indifferenza e incompetenza di fronte ai casi umani. C'era un grido in Siska, che non ha trovato risposta. Se l'uomo e la donna sono "relazione", non monadi, allora è forse il deserto senza compagnia umana la sconfitta delle sconfitte di questa società "progredita".
Lasciamo parlare lei, tra le penombre del suo mistero: "Io sono il prodotto di un sistema fallimentare… Al mondo che lascio vorrei dire: siate comprensivi, anche con le persone che non conoscete, e non sottovalutate la gravità della vulnerabilità psicologica, anche se non è immediatamente visibile. Ascoltate. E con questo intendo: ascoltate davvero. E lasciate che le persone si esprimano, senza giudicare immediatamente.
Ai curanti vorrei dire: abbiate il coraggio di mettervi in discussione. E alle persone che si riconoscono in questa situazione: raccontate la vostra storia. Perché sì, questo può fare la differenza".
di Gianni Varani
Ho avuto il piacere a settembre di quest’anno di accompagnare i ragazzi del CRDD IL SORRISO (Centro Ricreativo Diurno Disabili) di Casorate Primo guidando per loro una mostra su Caravaggio che si è tenuta nella Sala Consigliare comunale. Tanti pannelli, tanti quadri, tanti stimoli e da parte dei ragazzi tanto stupore per questa “passeggiata” tra arte e meraviglia. E’ stato un modo per interagire con un grande pittore. Il racconto della vita di Caravaggio ce lo ha reso più vicino.
La luce e le ombre dei suoi quadri ci hanno aiutato a capire come anche un grande genio ha sperimentato nella sua vita spesso sregolata, difficoltà, ansie e paure. Tante sono state le domande, tante le sottolineature che i ragazzi hanno fatto dei quadri dimostrando una spiccata sensibilità e tanto interesse per quella bellezza che la pittura emanava.
E’ stato uno dei tanti tentativi che gli operatori e i volontari del Centro perseguono al fine di promuovere l’autonomia attraverso l’incontro con la bellezza, nella gioia di stare insieme condividendo i piccoli passi di un quotidiano che insieme è meno difficile. Grazie per il cammino fatto in compagnia.
di Claudia Ferrari