Bella, indiscutibilmente bella. E giovane: solo 26 anni. Ma terribilmente sola, Siska De Ruysscher, inguaribilmente immersa nella depressione. Il Belgio, paese che da tempo primeggia assieme al Canada nell'eutanasia, o nel "suicidio di Stato", non ha avuto ripensamenti nel favorirla in questa scelta definitiva e disperata di porre fine alla vita, aiutata dallo Stato.

Lei è andata fino in fondo, ma lasciando in eredità una lucida critica della burocrazia sanitaria, della sua indifferenza e incompetenza di fronte ai casi umani. C'era un grido in Siska, che non ha trovato risposta. Se l'uomo e la donna sono "relazione", non monadi, allora è forse il deserto senza compagnia umana la sconfitta delle sconfitte di questa società "progredita".

Lasciamo parlare lei, tra le penombre del suo mistero: "Io sono il prodotto di un sistema fallimentare… Al mondo che lascio vorrei dire: siate comprensivi, anche con le persone che non conoscete, e non sottovalutate la gravità della vulnerabilità psicologica, anche se non è immediatamente visibile. Ascoltate. E con questo intendo: ascoltate davvero. E lasciate che le persone si esprimano, senza giudicare immediatamente.

Ai curanti vorrei dire: abbiate il coraggio di mettervi in discussione. E alle persone che si riconoscono in questa situazione: raccontate la vostra storia. Perché sì, questo può fare la differenza".

di Gianni Varani

Per vedere i pulsanti di condivisione per i social (Facebook, Twitter ecc.), accetta i c o o k i e di "terze parti" relativi a mappe, video e plugin social (se prima di accettare vuoi saperne di più sui c o o k i e di questo sito, leggi l'informativa estesa).
Accetta c o o k i e di "terze parti"

Ho avuto il piacere a settembre di quest’anno di accompagnare i ragazzi del CRDD IL SORRISO (Centro Ricreativo Diurno Disabili) di Casorate Primo guidando per loro una mostra su Caravaggio che si è tenuta nella Sala Consigliare comunale. Tanti pannelli, tanti quadri, tanti stimoli e da parte dei ragazzi tanto stupore per questa “passeggiata” tra arte e meraviglia. E’ stato un modo per interagire con un grande pittore. Il racconto della vita di Caravaggio ce lo ha reso più vicino.

La luce e le ombre  dei suoi quadri  ci hanno aiutato a capire come anche un grande genio ha sperimentato nella sua vita spesso sregolata, difficoltà, ansie e paure.  Tante sono state le domande, tante le sottolineature che i ragazzi hanno fatto dei quadri dimostrando una spiccata sensibilità e tanto interesse per quella bellezza che la pittura emanava.

E’ stato uno dei tanti tentativi che gli operatori e i volontari del Centro perseguono al fine di promuovere l’autonomia attraverso l’incontro con la bellezza, nella gioia di stare insieme condividendo i piccoli passi di un quotidiano che insieme è meno difficile. Grazie per il cammino fatto in compagnia.

 

di Claudia Ferrari

Per vedere i pulsanti di condivisione per i social (Facebook, Twitter ecc.), accetta i c o o k i e di "terze parti" relativi a mappe, video e plugin social (se prima di accettare vuoi saperne di più sui c o o k i e di questo sito, leggi l'informativa estesa).
Accetta c o o k i e di "terze parti"

“Costruire relazioni umane” come ci raccontano gli amici della Cooperativa Sodalitas cambia la storia dei luoghi e delle persone.In un momento storico come il nostro dove hanno risonanza solo eventi negativi raccogliere l’eredità di un gruppo di donne che hanno accettato la sfida del vivere fin dal lontano 1964 ha fatto la differenza. Ecco la loro storia.

Cooperativa Sodalitas(cooperativa edilizia)è stata fondata nel 1964 da un gruppo di donne, guidate da Luigia Migliarina, per offrire alloggi a persone senza supporto famigliare. Luigia, donna intraprendente e visionaria, parte con l’acquisto di un terreno a prezzo agevolato di proprietà comunale e procede con la costruzione di un condominio tramite contributi statali.

Oggi la cooperativa ospita circa 20 persone tra i 60 ed i 90 anni in appartamenti a prezzi calmierati e collabora con gli assistenti sociali del Comune di Varese. Dal 2014 Luisa Savogin, Barbara Trebbi e, negli ultimi 2 anni, Roberto Baggio amministrano la cooperativa cercando di dare uno scopo sociale a questa società, nata come cooperativa edilizia, ma che non costruisce più appartamenti bensì relazioni umane. Lo scopo che il direttivo si è prefissato è quello di cercare di creare un ambiente sereno dove persone sole possano ritrovarsi in una abitazione meritevole, con la possibilità di contribuire a sostenerne il costo con le proprie risorse, spesso esigue, o più frequentemente grazie alla collaborazione dei Servizi Sociali che le seguono, ma anche con la possibilità di aver vicino qualcuno con cui dialogare, bere un caffè o semplicemente fare una passeggiata mantenendo comunque una loro indipendenza.

Per i servizi sociali, che seguono la comunità più fragile, la consapevolezza di avere alcune delle persone seguite raccolte in una “piccola comunità”, circoscritta e curata, rappresenta un importante elemento di sicurezza, nello svolgimento della propria azione sul territorio, e la cooperativa Sodalitas è spesso un interlocutore attivo nella valutazione delle azioni da intraprendere.L’emergenza  abitativa è sempre più un problema, specialmente per le persone anziane, ma anche per donne straniere  sole che lavorano in Italia ed hanno un reddito esiguo o spesso inadeguato.Poter dar loro una casa, un luogo sicuro e dignitoso, è sicuramente un sostanziale aiuto per affrontare i problemi quotidiani, e per noi rappresenta la possibilità di continuare a perseguire l’obbiettivo che ci è stato tramandato dalla Sig.ra Migliarina.

Orgogliosi di  questo impegno, ci auguriamo che altri dopo di noi vogliano continuare il nostro lavoro. 

Per vedere i pulsanti di condivisione per i social (Facebook, Twitter ecc.), accetta i c o o k i e di "terze parti" relativi a mappe, video e plugin social (se prima di accettare vuoi saperne di più sui c o o k i e di questo sito, leggi l'informativa estesa).
Accetta c o o k i e di "terze parti"